Sulla strada

Seduta nell’auto col motore spento, mangio una mela essendomi persa l’ora di pranzo lavorando. Nel mentre scrivo qualche appunto sulla mia agenda, prima che il resto della giornata e i mille impegni si inghiottano le nuove informazioni come un buco nero.
A un certo punto una sensazione strana, quella di essere osservata. Alzo lo sguardo mordendo la mela e vedo un ragazzo in piedi di fronte alla mia macchina. È alto, coi riccioli biondi che probabilmente da bambino saranno stati dei boccoli da cherubino. Di quella magrezza dei giovani che resiste alle pizze e ai frequenti pranzi al McDonald. Occhi chiari contornati da ciglia quasi bianche, un inizio di acne sotto un filo di barba. Non può avere più di diciotto anni e probabilmente è appena uscito da scuola, con lo zaino invicta appoggiato su una spalla e la cartelletta bianca di tecnologia fra le mani. Mi sorride e mi saluta. Perplessa, abbasso il finestrino col dubbio -spesso fondato- di non riconoscere il mio interlocutore. Lui si avvicina sempre più sorridente.

“Ciao”

“Ehm.. Ciao. Scusa, ma ci conosciamo?”

“No, ma vorrei tanto”

“Non ho capito”

“Che mi piacciono da morire i capelli rossi e vorrei conoscerti. Sei su Facebook?”

A questo punto mi guardo in giro pensando a uno scherzo, ma non vedo telecamere nei dintorni. Nel dubbio accendo il motore.

“Ascolta, credo tu debba tornare dalla tua mamma che probabilmente ti sta aspettando tenendoti in caldo la pasta al sugo, quindi ciao. Meglio se ti togli da lì, io devo passare”

“Se a investirmi sei tu allora va bene. Me lo dai il tuo numero di cellulare?”

“Ti saluto”

Metto la freccia e riparto, lasciando il giovanotto solo sul ciglio della strada.
Questa volta non mi chiederò se ho incontrato un ragazzo matto, in fuga dal carcere minorile, dalla comunità di recupero o bisognoso di una figura materna.
Perché non sono più stata abbordata da un diciottenne da quando ero IO ad avere diciotto anni.
E, dopo le esternazioni dei figli nei giorni passati, una iniezione di autostima è proprio quello che ci vuole.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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