Gelato al cioccolato

La giornata è così calda che sembra stia primaveriggiando, come dice la figlia piccola.
Siamo al primo gelato dell’anno, momento che per noi rappresenta l’equinozio e durante il quale celebriamo l’addio all’inverno, pure se il giorno dopo dovesse arrivare la perturbazione gelida dall’Alaska insieme a mezzo metro di neve, pinguini e orsi polari.
Seduti al sole su una panca, con il cono nocciola e cioccolato tra le mani, i raggi di sole sulla faccia. Insomma, la felicità.
Di fronte a noi, appoggiato a un muretto basso, un papà. Giacchetta leggera di chi si fa influenzare dai primi caldi, capelli brizzolati lunghi sul collo, occhiali a specchio e sigaretta in mano. Poco distante la sua bambina, con la tuta rosa, il giacchino senza maniche che mi immagino abbia ottenuto dopo un breve capriccio, la borsetta rosa delle principesse a tracolla.
Saltella lieve scuotendo la testa, come solo le bambine dai capelli lunghi sanno fare, nel prato vicino. Lui parla concitato al telefono, lei lo interrompe di continuo.

“…e vi dico che la ricarica l’ho fatta più di quarantotto ore fa e non ho ancora ricevuto il messaggio!”

“Papà, guardami!”

“Si amore, ti vedo. No, non dicevo a lei. Io le sto dicendo che ho già chiamato quattro volte e voi dovete..”

“Papinooo! Guarda che bei frutti rossi su questa pianta! posso metterli sul gelato?”

“…dovete ricaricare… cosa?? No no amore non toccare che sono bacche velenose per carità. Mangia il gelato che l’ho preso apposta per te al pistacchio”

“Ma a me il pistacchio fa SCHIFO! Volevo cocco e nutellone come mi prende sempre la mamma!!”

“Cocco e nutellone? No sono qui, aspetti che sono stato una vita in attesa, non metta giù. Mangia quel gelato, tesoruccio. No!! Non dicevo a lei tesoruccio!”

“Papi, giochiamo alle principesse?”

“Più tardi, facciamo più tardi cara. Dicevo… Pronto? pronto? No! Hanno attaccato!”

“Hai finito? bene! Allora possiamo giocare!”

“No tesoro, adesso andiamo a fare la ricarica del cellulare di papà”

Si prendono per mano e se ne vanno, l’uno scuotendo la testa per l’incredulità, l’altra i lunghi capelli da principessa, mentre dalla manina libera lascia cadere tante piccole bacche rosse, come le briciole di Pollicino.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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