Ordine sparso

Ho dei seri problemi con l’ordine. Forse non è un caso che questa parola indichi sia la giusta disposizione degli oggetti che una azione obbligata. A me non piacciono né una né l’altra. O meglio. Apprezzo e ammiro i cassetti, gli armadi, le case, gli uffici e i negozi dove ogni cosa sembra trovare armoniosamente la giusta collocazione. Mi rilasso in un ambiente ordinato, che segue gli spazi e rispetta le regole del feng shui. E se qualcuno venisse sua sponte a farlo a casa mia, magari gratis, ne sarei ben lieta. Io ho deciso invece di credere nell’assunto “una casa disordinata è una casa felice”, frase inventata di sana pianta per giustificare le mie mancanze casalinghe. Dovendo decidere tra pulire i vetri o fare una passeggiata, passare l’aspirapolvere o mangiare il gelato con i bambini, stirare o andare in bici sul lago scelgo la seconda opzione. Sempre. Ho un’altissima tolleranza al caos domestico ed è praticamente impossibile che mi accorga del disordine altrui. Mi fa tenerezza chi, accogliendomi in casa, si scusa per il disordine. Se così fosse, io non dovrei fare più entrare nessuno nella mia, di casa.
Proprio io, che quando trovo in giro i vestiti dei bambini sono troppo pigra per valutarne la rimettibilità, per cui li lancio nel cesto dei panni da lavare. Quando il cesto è giunto al limite e anche sedendomi sopra non riesco a chiuderlo passo tutto nella lavasciuga, quando il bucato è pronto mi viene male all’idea di piegarlo e lo metto nella cesta dello stiro, dove è assai probabile che rimarrà per un tempo considerevole.
Il risultato è quello di svuotare gli armadi e mettere il prendisole alla piccola il mese di gennaio perché l’alternativa è andare a scuola in pigiama.
Un paio di anni fa proprio la piccola, a casa della nonna, ha fatto una scoperta strabiliante.

“Nonna, cosa fai?”

“Come cosa faccio? Stiro, come fa la tua mamma”

“Oh no nonna, la mamma non l’ho mai vista fare quella cosa lì”

“Ma dai, è impossibile!”

E invece, nulla è impossibile.

Informazioni su BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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