Una mattina tranquilla, centro città. Capita che un appuntamento venga annullato all’ultimo momento e ti trovi con un’ora libera davanti, proprio come a scuola quando c’era l’ora buca. Allora bevi un cappuccino con la cannella e bighelloni per le vie ammirando scarpe e vestiti in saldo. Fin quando una vetrina ti restituisce l’inquietante immagine di una donna che ha urgente bisogno di un parrucchiere. Detto fatto, ti infili in un locale di una famosa catena francese, al secondo piano di un centro commerciale. Ingenuamente chiedi una piega veloce, ti accomodi e sfogli un giornale di pettegolezzi di agosto, facendoti una approfondita anche se tardiva cultura degli amori estivi di personaggi a te sconosciuti. E poi arriva lei, con una divisa bianca troppo stretta, che per qualche malvagia politica aziendale è costretta a indossare nonostante una generosa fisicità. È giovane e a occhio e croce potresti essere sua madre. Fissa la chioma rossa ribelle in silenzio, un lampo di orrore le passa negli occhi scuri. Poi si fa coraggio e afferra tra pollice e indice una ciocca di riccioli.
“Ciao. Cosa vogliamo fare?”
“Ehm.. Niente di particolare. Shampoo e piega, grazie”
“Cosa?? Scherzi?? Qui c’è bisogno di un trattamento urgente anti age, una maschera ristrutturante/nutriente/districante. Non vedi come sono stressati i tuoi capelli??”
Vorresti avere la prontezza nel risponderle di essere tu quella stressata, figuriamoci se ci si puo’ preoccupare dello stato emotivo di una chioma. Che poi mancava proprio l’anti age ai capelli, per dare il colpo di grazia. Invece rispondi così:
“No grazie. Shampoo e piega andranno benissimo.”
“Come vuoi. Ma così non va affatto bene, sai? Per una donna i capelli sono fondamentali, incarnano la femminilità e bisogna averne cura per il proprio benessere, sai? Perché vedi, io ho studiato un bel po’ di psicologia e queste cose le so”
“Apprezzo molto, davvero. Ma tra mezz’ora devo essere al lavoro quindi ti sarei grata se potessimo cominciare”
“Come vuoi. Aspetta! Potremmo risolvere il problema con un bel taglio!”
“Devi prima passare sul mio cadavere”
La parrucchiera vestita di bianco ha portato a termine il suo compito senza più proferire parola, vagamente infastidita.
Perlomeno non ha messo in conto la consulenza psicologica.