Al bar della spiaggia.
“Un caffè macchiato, per favore”
Mentre aspetto tranquilla di ricevere la mia ordinazione noto che appoggiato al bancone vicino a me c’è un uomo, età indefinita, capelli troppo scuri per essere naturali e pancetta prominente. Appena la tazzina di caffè viene appoggiata davanti a me sfodera un gran sorriso e un rodato “posso offrirglielo io, bella signorina?” Per inciso, con il mollettone sui capelli che dopo un mese di mare somigliano a un mazzo di alghe, il magliettone copricostume di Mafalda che non sarà fashion ma è comodissimo, sabbia persino tra i denti non è che “bella signorina” sia particolarmente credibile. Non faccio in tempo ad aprir bocca che arriva il primo “mammaaaa!!! io prendo le patatine lime e pepe rosa!!” seguito dal secondo “mamma, io un cono cioccolato, nocciola, puffo e violetta con un po’ di panna montata” e per finire “si può l’hot dog con maionese ketchup e patatine fritte mammina?” Mi volto per rispondere -di no- alle folli richieste alimentari dei miei figli e mi accorgo che il simpatico Casanova è sparito. Evaporato. Smaterializzato. Neanche il grande Houdini, re delle fughe, riusciva così bene a scomparire.
Ora, magari avrà avuto paura di dover pagare, oltre al mio caffè, anche la spesa settimanale all’esselunga, o che i figli non fossero finiti e ce ne fosse qualcuno lasciato all’ombrellone, fatto sta che non ne ho più avuto notizia.
I figli sono il più efficace sistema di selezione al mondo.