Qua qua

Qualche tempo fa, in una mattina uggiosa, sono andata in ospedale a liberare la mano destra dal souvenir guadagnato  in Grecia: il gesso per un dito rotto.

Va da sé che le cose gravi della vita sono ben altre, e la rottura del mignolo può classificarsi serenamente fra le situazioni che sarebbe meglio evitare, ma se succede pazienza. 

Sul momento un dinamico e giovane dottore -che andiamo in fiducia fosse laureato, anche se sembrava appena uscito dal catechismo- ha piegato di netto il suddetto mignolino, per dimostrarne il perfetto funzionamento post frattura. L’unica dimostrazione avvenuta é stato un lungo elenco di martiri e santi pronunciati non troppo silenziosamente tra me e me.

Tanti cari saluti e mi raccomando, signora mia, la fisioterapia! E così dopo qualche giorno mi sono ritrovata sdraiata su un lettino in una grande sala. Alla mia sinistra una anziana signora che si riprendeva dall’intervento all’anca, facendo allusioni piccanti al giovane fisioterapista che la aiutava con la ginnastica. 

Alla mia destra un uomo, vittima di una partita a calcetto con gli amici nella quale ha perso il menisco e la dignità. Ha conversato di derby, formazioni ed altre amenità maschili. 

Io sono stata affidata alle cure di un altro fisioterapista, che deve avermi scambiata per la signora ultra ottantenne del femore. 

“Buongiorno signora, tenda bene la mano” ha dichiarato scandendo lentamente e ad alta voce ogni sillaba. 

Mi sono rotta un dito, non ho perso la facoltà di intendere di volere, avrei voluto rispondere. Ma teneva stretto il mio mignolo fra le mani, e ho preferito soprassedere.

“Ecco, mano ben dritta, ora unisca le dita al pollice così come una papera…P-A-P-E-R-A, coraggio, insieme”

Appurato di non essere su scherzi a parte, ho eseguito, pur nutrendo forti perplessità sul compito assegnato. 

“Brava cosi, ancora P-A-P-E-R-A”

Sono uscita con un nuovo appuntamento sull’agenda, e un martellante ballo del qua qua nella testa. 

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About BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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