
Varie cose che succedono sul finir dell’estate.
La mezzana vagabonda e fuori sede ci fa dono della sua eletta presenza di tanto in tanto, preferibilmente quando non ha improrogabili impegni come il festival techno.
La suddetta musica, in estrema sintesi, é quella che fa “tunz!tunz!tunz!”per almeno dodici ore a un numero di decibel che ti priva dell’udito per le successive dodici ore.
Si zompetta a ritmo forsennato su un paio di altissimi stivali, che al termine dell’esibizione é preferibile bruciare.
Il primogenito ogni tanto scompare, “abbiamo
Il volo alle sette” mentre tu ti chiedi “ma per dove?” e poi decidi che é meglio non fare domande. Sta decidendo quale università avrà l’onore di ospitarlo per la magistrale, e anche su questo é meglio non fare domande.
La piccola é una donna distrutta.
La sua scuola comincia le lezioni dopodomani. Lei ha preso questa notizia come un’offesa personale, un delitto di lesa maestà.
La furba pedagogista ha ben pensato, durante la gioiosa vacanza greca, di inciampare in un sentiero “facile facile, scendi dalla barca, quattro passi e sei nella spiaggia più bella delle Cicladi”. Frattura della prima falange di un dito, che come souvenir é senz’altro più originale del magnete a forma di Partenone.
Forse solo più difficile da attaccare sul frigo in cucina.
Settembre, sei complicato.