
La pedagogista varesina non ha mai fatto mistero di amarle molto.
Il direttore viterbese, ha sempre dichiarato di non tollerarle granché.
Ma la simpatica pedagogista ha saputo farsi strada nel cuore dell’amato con le consuete e antiche arti femminili: il muso e il senso di colpa.
“C’é qualcosa che non va cara?” “NO!” “Tutto bene?” “CERTO, BELLISSIMA LA TAPPA DA DICIASSETTE CHILOMETRI, ADORO”
Il direttore, detto anche Nostro Signore Degli Anelli (da dieci chilometri almeno) ha quindi prenotato un romantico fine settimana per due nella profondità del cantone Vallese.
Destinazione, le terme più grandi d’Europa.
I due sono partiti di buon ora, lei felice come una bambina a Natale, lui come Voldemort nell’ultimo episodio della saga di Harry Potter, quello in cui muore.
E proprio come una bambina baldanzosa e saltellante, la pedagogista é arrivata zampettante e con un sorriso da un orecchio all’altro a un passo dall’ingresso dell’agognato centro termale.
Il passo che l’ha fatta scivolare su un maledetto gradino svizzero e atterrare di faccia sul selciato.
Subito soccorsa dall’amato, che non sapeva se ridere per la caduta o piangere per l’eventuale conto di un medico elvetico, la tumefatta pedagogista ha constatato di essersi rotta un pezzo di incisivo, scardinata un ginocchio ed avere metà faccia simile a quella di Tyson dopo un incontro andato male.
Non c’è dubbio, io e il Karma dobbiamo parlare.