Fuori sede

-musica di Superquark in sottofondo-

Oggi parleremo di un esemplare esotico e multiforme, di certo non raro né purtroppo in via di estinzione.

Lo/la studente fuori sede.

Per praticità e convenzione semantica, lo chiameremo “la mezzana”.

La mezzana ha un domicilio diverso dalla residenza, nel ridente studentato di una allegra cittadina.

La mezzana telefona a casa o dà notizie di sé solo con particolari congiunture astrali: quando la luna é in capricorno, quando non sa a quanti gradi fare cuocere una zucca, quando ha bisogno di soldi.

Quest’ultima condizione, nello specifico, é supportata dall’invio di scontrini della Lidl, a dimostrazione dell’oculatezza della sua spesa, o foto di tristi barattoli di ceci come unico cibo rimasto.

Leggenda dice che non si neghi spritz il giovedì o sushi il venerdì, ma non si hanno prove certe.

Tuttavia, anche se parca e morigerata con i contatti telefonici, la mezzana difficilmente fa sentire la sua mancanza, rientrando a casa quasi ogni fine settimana.

Lei racconta di volere abbracciare i suoi affetti più cari, mentre le evidenze scientifiche dimostrano che voglia solo portare i panni da lavare a sua madre (pare che in Emilia Romagna non siano ancora arrivate le lavatrici, purtroppo)

Ma é al momento di ripartire che la mezzana fuorisede rivela la sua temibile natura di predatore: il suo trolley extra large, svuotato dei panni da lavare, si riempirá di ogni prodotto commestibile presente in casa, pacchi di carta igienica, creme viso, cosmetici rubati alla sorella, varie ed eventuali. 

La ridente mezzana farà quindi ritorno alla sua gaudente vita nella foresta dei fuori sede, lasciandoti con un gran vuoto.

Nel frigorifero. 

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About BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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