
Si preparava da giorni, tra feste, aperitivi, saluti e abbracci.
Compilava lunghe liste di cosa portare, cosa lasciare, cosa comprare (quest’ultima la lista più lunga)
Progettava attività, luoghi da visitare, esperienze da fare.
La mezzana, in una domenica di metà settembre piena di sole é salita su un Flixbus verde. Si é dovuta sedere sul trolley per chiuderlo, nonostante il grosso zaino che portava sulle spalle.
Non é stata perquisita ma avremmo dovuto, stante la sua cronica attitudine ad usare shampoo, felpe e caricatori altrui.
S’é fatta abbracciare dalla sorella e si é staccata a forza dalla sua mamma, ché l’avrebbe tenuta così per ore.
É partita per vivere l’avventura della studentessa universitaria fuori sede, lontana anche se non lontanissima.
Raggiungibile in quelle due ore e mezzo di macchina necessarie alla sua apprensiva madre per stare tranquilla, in una città con la giusta misura per non perdersi, abbastanza grande per sperimentarsi, dove il prosciutto é buonissimo.
Caro Gibran, tu avrai tutte le ragioni a dire che i nostri figli non sono nostri, che noi siamo gli archi e loro le frecce e bla bla bla, ma mannaggia tutto io a quella fanciulla ho insegnato a camminare, mica mi aspettavo che corresse via così veloce.
Comunque tranquillo, so che devo lasciarla andare e la prendo con serenità e saggezza.
Dopodomani andiamo a trovarla.
Il dopodomani andiamo a trovarla finale è da applausi a scena aperta. 😂🤩
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