
Dopo anni di Blo, Mother, mamy, mammina, da poco ho un nuovo appellativo.
L’incipit di ogni mia interlocuzione con la piccola, quale che sia l’argomento.
Cara.
Risponde al telefono “pronto cara?”, chiede informazioni “Cara, é pronto?”, esprime opinioni, “cara, devi sapere che…”
A ogni “cara” pronunciato da lei sento arrivare una bolla di orticaria su di me.
Per non parlare delle truffe o dei raggiri perpetrati “no, non lo fanno il corso di recupero a scuola” (sono cominciati lunedì); “ma certo che ho sistemato la stanza”(il gatto non trovava più il modo di uscire)
Non paga di cotanto fastidio, la neo sedicenne non esce di casa senza le sue preziosissime ciglia finte.
Ciglia che, stante il suo disordine assoluto e totalizzante, vengono rinvenute nei posti più impensati.
Viste da lontano, buttate sul pavimento o appiccicate a un muro, sembrano quelle orride bestiacce con mille zampette, e non é la prima volta che le finisco a ciabattate in preda al disgusto.
E l’ orticaria peggiora.
Se me la raccontassero la troverei adorabile e spassosa.
Ma io ci vivo.