
Nella vita é importante scegliere con cura quali siano le battaglie da combattere.
Concentrarsi su ciò che davvero conta, qualcosa di imprescindibile dalla nostra scala valoriale, e lasciare andare il resto.
Con queste premesse, ho ceduto a una battaglia che mai avrei vinto.
Da anni il paio di pantaloni bianchi giaceva solitario nell’armadio, a ogni stagione veniva riesumato nell’illusoria speranza di essere indossato. A ogni stagione veniva rimesso sulla mensola dalla proprietaria, che constatava con somma frustrazione l’impossibilità di tirare su quella maledetta cerniera continuando a respirare.
Arresasi quindi all’ineluttabilità della pancetta, addebitata più ai tre figli partoriti che non all’abuso di lasagna, si é recata dal Gran Visir del taglio e cucito: il sarto cinese del paese.
Un uomo che é diventato leggenda, col suo italiano apparentemente stentato e i modi bruschi, che per “dieci eulo” sistema orli, cambia cerniere e tesse vele di navi.
Per i suddetti pantaloni, dopo avere scosso il capo con disappunto e disapprovazione, ne ha chiesti venti.
“Lavolo difficile” ha esclamato brandendo il metro da sarta e puntando spilli a caso, praticamente una seduta di agopuntura sul giro vita in omaggio.
“Lavolo difficile” ha esclamato l’indomani alla riconsegna del capo.
“Lavolo difficile” ha commentato la proprietaria dei suddetti pantaloni bianchi, allacciandoli finalmente in vita.
Impossibile sedersi, ma in fondo cosa importa.