
Caro Dante,
Scusa se mi permetto di disturbarti, ma ho avuto un’idea, qualora ci fosse bisogno di inserire nuovi gironi infernali.
Senti qua.
Prendi una madre e la figlia più piccola, di venerdì mattina dopo una settimana lunga e impegnativa.
Fai intraprendere loro un viaggio a Rozzangeles, patria del Sommo Ortopedico.
Falle andare in macchina, ché la tangenziale ovest ha sempre il suo perché, soprattutto quando passa di fronte all’ikea.
Fa che la figlia piccola faccia ascoltare le sue canzoni preferite per tutto il viaggio.
A cominciare da
“Ostriche e champagne, viene giù una valanga
Striscio lo ski pass, settimana bianca
Faccio il pieno al SUV, scende il mio conto in banca
Quando salgo su, settimana bianca”
Per proseguire con
“Spingere e far ballar la fresca
Vuoi vincere e dominar la festa
La mia medicina è aprire un’altra bollicina
Fino alla mattina non ci scende la gaina”
E finire così
“I p’me tu p’te
I p’me tu p’te
I p’me tu pe’te
Tu m’intrappl abbraccianm
Pur o riavl er n’angl
Comm m può ama si nun t’am
Comm può vula senz’al, no”
Questo potrebbe diventare il girone di coloro che si sono macchiati della deplorevole colpa di voler essere genitori.
Potresti metterli al posto dei golosi che, diciamocelo, in fondo non facevano nulla di così grave.