
Cara piccola, che piccola non sei più.
Che ogni mattina indossi la maglietta azzurra con la scritta dietro, leghi i capelli in una lunga coda e inforchi un paio di buffi occhiali rossi di un tuo amico.
Che arrivi zoppicando -ma senza più stampelle- all’oratorio dove ti godi la parte migliore del karma: non più animata ma animatrice.
Proprio tu, che a casa semini oggetti, cibo e scarpe, nel salone della parrocchia apparecchi e sparecchi per duecento.
Che accompagni pazientemente i bambini in chiesa per la preghiera, alla fontanella per bere, all’ingresso dove li aspetta la mamma.
Tu che sei quella grande, condizione che a casa capita raramente.
Tu che sei il mio fuoco d’artificio, pronto ad esplodere anche senza accendino alcuno: a volte per la rabbia, altre per l’entusiasmo.
Tu che ci abbracci solo quando ne hai voglia, un po’ come gatto Matisse.
Che hai un talento olimpionico nel prendere l’altro per sfinimento, soprattutto se l’altra sono io.
Che sai fare i salti mortali sopravvivendo, sei felice con una carbonara col guanciale e ami le unghie sobrie, lunghe e con gli Swarovski.
Che a volte ti vorresti diversa da come sei, e io ti regalerei i miei occhi per vederti splendida.
Tu che, come solo i grandi amori sanno fare, mi spingi a essere ogni giorno migliore.
Quindici anni.
Buon compleanno, mia Bianca.
Che piccola per il mondo non sei più, ma per me ancora sì.
La tua mamma
Quanti amore. 🥰
E comunque l’ha descritta così bene, che la vedo. 🤩
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Ma che complimento bellissimo, grazie Alice
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