Run like the wind

Mi stupisco sempre di come, in età adulta, ci si avvicini e appassioni a attività che nella nostra vita precedente abbiamo ignorato o tenuto fermamente lontano. Per una come me, ad esempio, che oggi ama la camminata e la corsa e ogni giovedì si sfinisce di Zumba, possiamo dire che di premesse non ce n’erano nemmeno l’ombra. Io, che ho trascorso le ore peggiori della mia carriera scolastica in palestra, terrorizzata dal salto della cavallina, in preda alle vertigini su quello strumento di tortura che è il quadro svedese, dal quale una volta al liceo mi rifiutai di scendere perché non volevo guardare giù, che giocavo a pallavolo sentendomi Mimì Ayuhara dentro e Hallo Spank fuori, che inventavo malesseri, malanni, lutti e sciagure pur di saltare l’ora di ginnastica. Sono sempre io che oggi non vedo l’ora di allacciarmi le scarpe da runner e uscire di casa, in compagnia del mio Ipod e della mia fatica. Che la corsa sia terapeutica non è una novità, fatta in compagnia diventa una seduta di gruppo e da soli una impagabile e rara occasione per aprire le finestre della mente e fare entrare un po’ di luce e di aria fresca. Camminando mi sento sempre al posto giusto, riesco finalmente a conoscere il paese dove vivo, le case nascoste, le persone -a volte bizzarre- che lo abitano. Mi piace vedere le signore affacciate alle finestre, curiosare nelle vite degli altri, ammirare un bel giardino con il cane fuori. Quando corro mi sembra di lasciare dietro di me i problemi, e se vado abbastanza veloce qualche volta restano indietro, o magari mi viene qualche buona idea per superarli. Se alla guida della macchina mi sento veloce, efficiente e alta, camminando ridimensiono le misure e le distanze e apprezzo di più il percorso. Sempre con la musica nelle orecchie e una playlist scombinatissima, che parte da Gianni Morandi per arrivare agli AC/DC, dalla Pausini ai Nirvana, passando dalla irrinunciabile nonché tamarra Zumbafitness, perché ogni emozione ha la sua colonna sonora. La mia personalissima ricerca empirica ha quindi evidenziato che quando corro, con i capelli sparati e senza trucco, con il sole o il freddo, da sola o in compagnia, sono notevolmente più felice e meno aggressiva, più serena e paziente, abbasso il valore della mia ribelle glicemia e -particolare niente affatto trascurabile- la taglia dei pantaloni (ma questo solo quando al ritorno non mi fermo a far colazione al bar).

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About BarbaraB.

Educatrice e mamma, preparatissima sulla teoria e un po' meno efficace nella pratica. Per tentativi ed errori vado avanti, con un carico di ironia come antidoto alle quotidiane fatiche educative.
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