La mattina hanno salutato gli amici in partenza, preparandosi a una settimana solo loro quattro. Poi sono andati a piantare l’ombrellone colorato acquistato dai cinesi e sono entrati in acqua a cercare refrigerio, trovando più meduse che persone; non si sono persi d’animo e, passeggiando sul bagnasciuga si sono imbattuti in un gruppo festante che ondeggiava al ritmo di limbo e tche’ tcherere e si sono fatti travolgere dalla musica incalzante -fare zumba da anni servirà pure a qualcosa- infine prima di mangiare si sono sfidati a un partitone a calcetto, finito tragicamente in rissa quando la piccola si è accorta di aver perso per autogol. Hanno pranzato con la dose di gelato che l’organizzazione mondiale della sanità raccomanda per un mese, nel pomeriggio hanno giocato a pallavolo, pallanuoto, caccia al granchio e scava la buca, fino a non poterne più. Una pioggia provvidenziale l’ha salvata da altri devastanti tornei. Tra poco ceneranno con quella che a casa e’ l’eccezione e qui la regola: la pizza.
Hanno condiviso il ferragosto al mare insieme, il primo in quarantuno anni per lei (che ha avuto una triste infanzia di estati montanare) e il primo dei loro undici, nove e sette anni (che hanno una meravigliosa infanzia ma sempre con vacanze a fine agosto).
Buon ferragosto!